Leonida sceglie per sè e per i suoi il sacrificio e la gloria - versione greco Diodoro Siculo da Ant
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LEONIDA SCEGLIE PER Sè E PER I SUOI IL SACRIFICIO E LA GLORIA
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Anthropoi
Traduzione n. 1
I Greci tennero consiglio a mezzanotte e si consultavano sui pericoli che incombevano. Alcuni dicevano di non dover subito lasciare libero il luogo di passaggio e salvarsi presso gli alleati; di essere impossibile a quelli che rimanevano ottenere la salvezza; ma Leonida il re dei Lacedemoni agendo con spirito di rivalità a procurare a se stesso e agli Spartani una grande gloria, ordinò che tutti gli altri Greci partissero, affinché combattessero le altre battaglie con i Greci mentre disse che gli stessi Lacedemoni dovevano restare e che non lasciassero la difesa dei luoghi di passaggio e che conveniva infatti che i comandanti della Grecia che combattevano sulle prima linee fossero pronti a morire. Subito dunque mentre gli altri partirono, Leonida invece assieme ai concittadini compirono le straordinarie azioni eroiche. Poiché erano pochi gli Spartani ( infatti solo la regione della Tespia tratteneva) essendo in totale non di più di cinquecento fu disposto a sopportare la morte in difesa della Grecia.
traduzione n. 2
Gli Elleni si riunirono verso mezzanotte e decidevano sui pericoli che incombevano. Alcuni dicevano che al momento bisognava cercare la salvezza dagli alleati visto che avevano perso i passaggi, infatti era impossibile per coloro che erano rimasti cercare la salvezza. Leonida re degli Spartani, essendo ambizioso di procurare (la cui ambizione era di procurare) a se e agli Spartani grande onore, ordino’ a tutti gli altri Greci di andare via (ordino’ che tutti gli altri ecc. ) e di salvarsi (di salvare se’ stessi) per (potere) combattere accanto ai Greci nelle altre battaglie, solo gli Spartani disse che dovevano rimanere e non abbandonare la difesa del passo (dei passi); era opportuno (decoroso) che quelli che era no alla guida della Grecia combattendo per il primato morissero prontamente (fossero pronti a morire). Subito tutti gli altri si allontanarono e Leonida con i cittadini (sottinteso: che erano con lui) compi’ (porto’ a compimento) imprese eroiche e straordinarie. Essendo pochi gli Spartani, egli trattenne solo i Tespiesi, e pur avendo in tutto non piu’ di cinquecento uomini, era pronto ad affrontare la morte per la Grecia (in difesa della Grecia).
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PRIMA DELLA BATTAGLIA DI GAUGAMELA
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Anthropoi
TRADUZIONE
Considerando la moltitudine dell'esercito dei persiani e la potenza dei pericoli imminenti, stette sveglio la notte afflitto dalla preoccupazione del futuro. Essendosi volto al sonno(indotto al sonno) a causa della sentinella del mattino così si mise a dormire profondamente tanto che giunto il giorno non potè svegliarsi. Così il tempo andava avanti, il sonno opprimeva(intrappolava) il re, Parmenione, essendo il più vecchio degli amici, ordinò agli eserciti di tenersi pronti alla battaglia, gli amici essendosi avvicinati a fatica svegliarono Alessandro, tutti meravigliandosi per l'accaduto e volendo sapere la causa Alessandro disse che Dario avendo radunato in un solo luogo lo aveva liberato da ogni lotta. Infatti decise in un solo giorno le sorti di tutta l'impresa, di por fine alle lunghe fatiche e i pericoli. Avendo chiamato dunque i capi con parole famigliari, guidò l'esercito contro i barbari.
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LA FIGURACCIA DI UN MAESTRO DI SCHERMA
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Anthropoi - pagina 474 numero 466
TRADUZIONE
Lo stesso Stisileo, per esempio, che avete ammirato con me mentre dava spettacolo fra una grande folla e che vanta, a parole sue, cose strabilianti, io l’ho visto in altre circostanze alla prova dei fatti mentre dava sul serio uno spettacolo, senza averne intenzione. La nave su cui era imbarcato come soldato, aveva abbordato una nave da carico ed egli combatteva con una lancia a falce, arma a sentir lui superiore ad ogni altra, come egli stesso era superiore agli altri. Lascio le altre sue prodezze che non meritano resoconto, ma la trovata della falce applicata alla lancia, vi dirò come andrà a finire. Mentre egli combatteva, la falce si impigliò in qualche parte del sartiame del trasporto e vi rimase agganciata. Allora S. si mise a tirare per liberarla ma non ce la faceva. Intanto il trasporto correva accanto alla nava da guerra e S. quindi correva lungo il ponte attaccato alla sua lancia, ma quando il trasporto stava per staccare la nostra nave e per tirarsi dietro anche lui rimasto stretto alla lancia, egli dovette lasciarla scorrere fra le mani fino all’estrema punta del calcio. Risate ed urla di quelli del trasporto, a vederlo in quella posizione, e come qualcuno gli tirò un sasso fra i piedi nel ponte e abbandonò la lancia, allora anche quelli della trireme non poterono più trattenere una risata a vedere quella famosa asta penzoloni dal sartiame dell’altra nave.
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UN BANCHETTO DEI TRACI
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Anthropoi
inizio: Επει δε εισηλθον επι το δειπνον των τε Θρακων οι κρατιστοι...
fine: ...Κερατα δε οινου περιεφερον, και παντες εδεχοντο.
TRADUZIONE
Dopo che furono invitati a pranzare i più forti tra i Traci, gli strateghi e i comandanti tra i Greci, e inoltre l'ambascieria della città erano lì presenti, il pranzo si svolse fra persone posizionate in cerchio; poi vennero portati a tutti dei tavoli a tre piedi, questi erano pieni di carni divisee i grossi pani molto lievitati erano stati infilzati in aggiunta a pezzi di carne. Maggiormente i tavoli erano collocati sempre di fronte agli ospiti, così era usanza- e per primo Seute l'aveva messa in praticae prendendo i pani disposti davanti a lui li spezzava in piccole parti e li gettava a chi gli pareva, e allo stesso modo con le carni, e conservandone di per sè quanto bastava per assaggiare, e gli altri facevano allo stesso modo vicino ai quali erano disposti i tavoli. Un arcade di nome Arista, temibile mangiatore, si guardò bene dal lanciare, ma prendendo nella mano un pano intero da 3 cernici e collocando la carne sulle ginocchia, si mise a mangiare. Fecero girare poi corni pieni di vino, e tutti ne presero.
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UN VIAGGIO OLTRE LE COLONNE DI ERCOLE
VERSIONE DI GRECO di Luciano
TRADUZIONE dal libro Anthropoi
TRADUZIONE
Desiderando lasciare la mitologia agli altri, poiché non ho nulla da raccontare di importante (degno di essere raccontato), da una parte mi volgevo all'invenzione, dall'altra più assennatamente degli altri scrittori, certamente dico il vero nel dire che mento. Una volta sono partito dalle colonne d'Ercole e ho compiuto la navigazione fino all'oceano di sera con il vento propizio. Causa e principio del viaggio erano del pensiero e il desiderio, di fatti insoliti e il voler conoscere la fine dell'oceano e gli uomini che abitano al di là dei confini. Perciò da una parte metteva sulla nave ogni genere di cibo, e molta acqua, mi sono appropiato di 50 coetani. Ho assunto il miglior timoniere ad un salario e ho rinforzato una nave che era una nave leggera come per una grande e dura navigazione.